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CO₂ ai massimi storici: clima globale sotto pressione

16:30
1 maggio 2025

Clima e Ambiente
CO₂ ai massimi storici: clima globale sotto pressione

Per centinaia di migliaia di anni, la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera ha seguito un andamento regolare, oscillando tra 170 e 300 parti per milione in sintonia con i cicli naturali del pianeta. Ma con l’avvento dell’era industriale, questo equilibrio si è spezzato. Oggi i livelli di CO₂ hanno superato i 420 ppm, raggiungendo valori mai visti in epoca recente e incompatibili con il clima che ha favorito lo sviluppo della nostra civiltà.

Ciò che rende la situazione attuale particolarmente preoccupante non è solo il valore raggiunto, ma la velocità con cui ci siamo arrivati. In passato servivano secoli per aumentare di poche decine di ppm, mentre ora bastano pochi anni. La causa principale è l’attività umana: combustibili fossili, deforestazione, industria e trasporti stanno alimentando un cambiamento che la natura non riesce a compensare.

Secondo le ricostruzioni paleoclimatiche, un’atmosfera con concentrazioni simili di CO₂ risale al periodo del Miocene, tra i 14 e i 16 milioni di anni fa, quando il pianeta era molto più caldo, i ghiacciai della Groenlandia non esistevano e il livello dei mari era notevolmente più alto. In epoche ancora più antiche, come durante l’Eocene, la CO₂ superava persino i 1.000 ppm, ma si trattava di un mondo radicalmente diverso, popolato da ecosistemi adattati a condizioni estreme e prive di qualsiasi forma di vita umana.

Oggi, invece, questo cambiamento investe una biosfera delicata e una società fortemente dipendente dalla stabilità climatica. Le conseguenze della crescita incontrollata della CO₂ si traducono in temperature globali in salita, inverni più miti, eventi meteorologici più intensi e frequenti e un innalzamento del livello dei mari che minaccia aree costiere densamente popolate. Intervenire per rallentare le emissioni e promuovere fonti di energia sostenibili non è più una scelta, ma una necessità urgente per evitare danni irreversibili al nostro futuro.

Andrea Mastropasqua
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