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    Il secondo maggio più caldo a livello mondiale

14:00
10 giugno 2026

Clima e ambiente
Il secondo maggio più caldo a livello mondiale

A maggio gran parte dell’Europa ha sperimentato temperature insolitamente elevate (la mappa mostra le anomalie termiche massime). A Parigi, dove i termometri hanno raggiunto i +35°C, ogni occasione per trovare un po’ di refrigerio è stata particolarmente gradita.

Secondo i dati del programma climatico europeo Copernicus, maggio 2026 si è classificato come il secondo maggio più caldo mai registrato a livello mondiale. In particolare, l’Europa occidentale è stata interessata da una precoce e intensa ondata di caldo che ha portato temperature tipiche dell’estate piena con diverse settimane di anticipo, favorendo numerosi record termici.

Le anomalie più significative sono state osservate in Portogallo, Regno Unito e Irlanda, dove sono stati registrati nuovi primati per il mese di maggio. Anche Francia e Spagna hanno sperimentato temperature eccezionalmente elevate, con valori che in alcune aree hanno superato di molti gradi le medie climatiche del periodo. In diversi casi si sono raggiunte temperature normalmente attese tra luglio e agosto.

Questo episodio si inserisce in una tendenza ormai consolidata che vede l’Europa riscaldarsi più rapidamente rispetto a molte altre regioni del pianeta. Le ondate di calore stanno diventando più frequenti, più precoci e più intense, mentre vaste aree delle Alpi, dell’Europa orientale e dei Balcani continuano a fare i conti con precipitazioni inferiori alla norma e con una crescente siccità. La combinazione tra alte temperature, scarsa disponibilità idrica e vegetazione più secca aumenta inoltre il rischio di incendi boschivi e stress per gli ecosistemi.

L'ondata di caldo colpisce anche i mari

Anche gli oceani mostrano segnali sempre più evidenti di un clima che cambia. Dall’Atlantico orientale al Mediterraneo occidentale, fino a vaste porzioni del Pacifico e degli altri bacini oceanici, le temperature superficiali del mare risultano superiori alla media. Particolare attenzione è rivolta al Pacifico tropicale, dove si osservano condizioni compatibili con lo sviluppo di un nuovo episodio di El Niño. Se questa evoluzione dovesse consolidarsi nei prossimi mesi, potrebbe influenzare la circolazione atmosferica globale, aumentando la probabilità di eventi meteorologici estremi in numerose regioni del mondo.

Niklas Weise
Andrea Mastropasqua
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