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Record di scioglimento dei ghiacci marini artici: minimo storico raggiunto a giugno

08:00
23 luglio 2025

Cronaca estera
Record di fusione dei ghiacci marini artici

Il ghiaccio artico si sta fondendo ad una velocità allarmante. - © Mozgova/shutterstock.com

Il ghiaccio marino dell’Artico continua a ridursi a ritmi preoccupanti, segnando nuovi record negativi. Alla fine di giugno 2025, l’estensione del ghiaccio ha toccato il livello più basso mai registrato per questo periodo dell’anno, da quando esistono rilevazioni satellitari affidabili.

Secondo i dati più recenti, la superficie ghiacciata è scesa a circa 600.000 chilometri quadrati: un’area paragonabile alla Francia in meno rispetto alla media del 2024 e addirittura 100.000 chilometri quadrati inferiore al precedente minimo storico, registrato nel 2010.

Le zone più colpite dallo scioglimento precoce si concentrano attorno alla Groenlandia e nel settore nord-orientale del Canada, in particolare nella baia di Hudson e in quella di Baffin, dove vasti tratti appaiono già completamente liberi dal ghiaccio. Anche il volume del ghiaccio marino ha raggiunto un nuovo minimo a metà luglio, attestandosi sotto i 10.000 chilometri cubi: un valore che potrebbe dimezzarsi ulteriormente entro settembre, mese in cui si tocca solitamente il punto minimo della stagione.

Lo sapevi già?

Il ghiaccio marino artico è soggetto a un ciclo stagionale. La fase di fusione inizia solitamente alla fine di marzo e dura fino a settembre, quando raggiunge il suo minimo. Successivamente ricomincia a congelarsi.

A causare questa rapida fusione è una combinazione di fattori preoccupanti: temperature dell’aria particolarmente elevate in giugno e luglio, acque superficiali insolitamente calde e un pattern meteorologico persistente che ha favorito il soleggiamento e limitato la formazione di ghiaccio. Le conseguenze non riguardano solo l’ecosistema artico, ma si riflettono anche sul clima globale, innescando effetti a catena che possono influenzare le correnti atmosferiche, le piogge in Europa e l’andamento degli eventi meteo estremi anche a latitudini più basse.

Kathrin Bogensperger
Andrea Mastropasqua
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