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    Verso una tropicalizzazione del Mediterraneo?

17:00
17 settembre 2025

Clima e ambiente
Verso una tropicalizzazione del Mediterraneo?

Il Mediterraneo sta vivendo una trasformazione silenziosa ma profonda. Le sue acque, un tempo caratterizzate da stagionalità ben marcata, si stanno progressivamente tropicalizzando, con conseguenze che toccano ecosistemi, attività economiche e vita quotidiana.

Negli ultimi anni sono state censite oltre 800 specie “aliene” giunte da mari tropicali come il Mar Rosso o l’Oceano Indiano, di cui circa 600 ormai stabilmente insediate. Pesci e organismi marini estranei alla fauna tradizionale del nostro mare trovano oggi condizioni ideali per proliferare, grazie a temperature sempre più elevate. Un fenomeno legato alla tropicalizzazione del bacino, che si scalda più velocemente rispetto agli oceani e sta trasformando ecosistemi e biodiversità. A spiegarlo è Giordano Giorgi, responsabile del Centro nazionale coste di ISPRA.

Anche il progetto “Mare Caldo” di Greenpeace monitora costantemente questa evoluzione: secondo Alessandro Giannì, responsabile scientifico di Greenpeace Italia, quest’inverno le acque del Nord hanno toccato i 18 °C invece dei consueti 10 °C: un segnale preoccupante del cambiamento in atto. Un dato che conferma come il Mediterraneo, essendo un bacino semichiuso, si scaldi più rapidamente rispetto agli oceani. Le conseguenze non si limitano alla biodiversità: la pesca diventa sempre meno redditizia e interi habitat costieri rischiano di scomparire. “La flora marina protegge la fascia costiera e ossigena il mare: perderla significa mettere a rischio un intero equilibrio naturale”, racconta Paolo Fanciulli, pescatore toscano da sempre impegnato nella difesa delle coste.

Il cambiamento si riflette anche sulle specie simbolo del mare nostrum. Sempre più frequenti sono gli avvistamenti della tartaruga Caretta Caretta lungo le coste settentrionali italiane, un tempo poco compatibili con le sue esigenze termiche. Intanto, nei lidi della Sicilia, come dalla Plaia di Catania, si assiste a un vero e proprio ricambio faunistico: specie locali che scompaiono e nuove presenze esotiche che colonizzano le acque.

Andrea Mastropasqua
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