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    Amarcord: il Buran del 1987

08:00
28 marzo 2026

Curiosità e Didattica
Amarcord Buran 1987: Italia paralizzata da gelo e neve

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Alla fine di marzo, mentre la primavera dovrebbe ormai affermarsi, la memoria meteorologica riporta a uno degli eventi più estremi mai registrati in Italia: l’ondata di gelo del 1987. Un’irruzione di aria artico-continentale, proveniente dall’Europa orientale, investì il Paese con caratteristiche eccezionali per intensità e tempistica, trasformando soprattutto il Centro-Sud in un paesaggio pienamente invernale.

Il fenomeno fu favorito da una particolare configurazione atmosferica che consentì all’aria gelida di muoversi da est verso ovest, accompagnata dal Buran, vento freddissimo di origine siberiana. Le temperature crollarono drasticamente su gran parte della penisola, con valori tipici delle regioni più fredde d’Europa e un’anomalia termica molto marcata per il periodo.

Sapevi che

Il Buran è un vento gelido di origine siberiana che raggiunge l’Italia quando un blocco anticiclonico sull’Europa orientale convoglia aria artico-continentale verso ovest.Entrando dai Balcani e dalla porta della Bora, questa massa d’aria molto fredda attraversa l’Adriatico, caricandosi di umidità.Il contrasto tra mare relativamente più caldo e aria gelida, genera instabilità e nevicate intense lungo le regioni adriatiche e al Sud, con temperature in forte calo.

Le regioni adriatiche e meridionali furono le più colpite: l’interazione tra aria gelida e il Mar Adriatico relativamente più caldo innescò nevicate persistenti e abbondanti, con accumuli eccezionali anche lungo le coste. In Puglia e nel Salento si registrarono nevicate storiche, mentre gelo e neve provocarono gravi disagi alla viabilità e alle infrastrutture.

Le conseguenze furono pesanti soprattutto per l’agricoltura, con danni ingenti alle colture e alle produzioni tipiche del Sud. L’evento resta ancora oggi uno dei più significativi esempi di ondata di freddo tardiva in Italia, dimostrando come, in presenza di particolari configurazioni atmosferiche, l’inverno possa tornare protagonista anche a primavera inoltrata.

Andrea Mastropasqua
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