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El Niño sta tornando

16:00
24 marzo 2026

Curiosità e Didattica
El Niño sta tornando

L'immagine mostra il Pacifico centrale in un modello al computer. Si nota in particolare l'oceano colorato di rosso, che indica la presenza di acque marine molto calde.L'acqua del mare particolarmente calda nel Pacifico equatoriale è una caratteristica tipica di El Niño. - © dpa

Le ultime proiezioni climatiche indicano un possibile ritorno di El Niño nei prossimi mesi nel Pacifico equatoriale, dopo un lungo periodo dominato da condizioni di debole La Niña durate quasi due anni. Si tratta di un cambiamento rilevante, perché questo tipo di oscillazione può influenzare il clima su scala globale, modificando regimi di pioggia, temperature e circolazione atmosferica in diverse aree del pianeta.

Ecco come El Niño influenza il tempo

Il fenomeno, noto come ENSO (El Niño–Southern Oscillation), è un ciclo naturale che alterna fasi calde (El Niño) e fredde (La Niña). Durante El Niño le acque superficiali del Pacifico centrale e orientale si riscaldano sensibilmente rispetto alla norma, mentre gli alisei tendono a indebolirsi o addirittura a fermarsi. Questo altera profondamente gli equilibri atmosferici, spostando le aree di convezione e le principali zone di precipitazione.

Gli effetti più evidenti si osservano lungo le coste del Sud America, dove aumentano le piogge e il rischio di alluvioni, mentre aree come il Sud-Est asiatico e parte dell’Amazzonia possono andare incontro a periodi più secchi e caldi del normale. Anche altre regioni, come l’Africa orientale e meridionale, risentono di queste variazioni, con possibili impatti su agricoltura e risorse idriche.

Le conseguenze si estendono anche ad altri bacini: nell’Atlantico settentrionale, ad esempio, El Niño tende a ridurre l’attività degli uragani grazie a un aumento del wind shear. Per l’Europa, invece, gli effetti restano meno diretti e più difficili da prevedere, anche se possono emergere segnali su larga scala nella circolazione atmosferica.

Il 2026 sarà l'anno più caldo a livello globale?

Un aspetto cruciale riguarda il bilancio energetico globale: durante El Niño, il Pacifico rilascia grandi quantità di calore nell’atmosfera, contribuendo a un aumento della temperatura media del pianeta. In un contesto già segnato dal riscaldamento globale, questo potrebbe favorire nuovi record termici: non è escluso, infatti, che i prossimi anni possano collocarsi tra i più caldi mai registrati a livello mondiale.

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Andrea Mastropasqua
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