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    Il 2025 è stato il terzo anno più caldo

09:00
16 gennaio 2026

Clima e ambiente
Il 2025 è stato il terzo anno più caldo

Record di temperatura in Turchia nel luglio 2025: nella città di Silopi, vicino al confine con l'Iraq, il 25 luglio 2025 il termometro ha segnato +50,5°C.

Il 2025 si è confermato come il terzo anno più caldo dall’inizio delle misurazioni strumentali, alle spalle soltanto del 2024 e del 2023, che restano rispettivamente al primo e al secondo posto. Ancora più significativo è però il dato sul periodo 2023-2025: la temperatura media globale di questo triennio ha superato di oltre 1,5°C i livelli dell’era preindustriale, segnando per la prima volta il superamento prolungato di una soglia considerata critica dalla comunità scientifica.

Il cambiamento climatico, tuttavia, non viene percepito tanto attraverso questi numeri quanto attraverso i suoi effetti concreti. Nel 2025 circa metà della superficie terrestre ha registrato un numero di giorni con forte stress termico superiore alla media, con impatti diretti sulla salute, sulla produttività e sulla qualità della vita.

Ondate di calore più lunghe e intense hanno colpito aree densamente popolate, rendendo sempre più frequenti situazioni di disagio soprattutto nei centri urbani.

Cosa significa la crisi climatica nella vita quotidiana?

A questo si sono aggiunte condizioni favorevoli agli incendi boschivi, alimentati da siccità persistenti e da venti spesso intensi, che hanno accelerato la propagazione delle fiamme. Secondo i dati Copernicus, nel 2025 l’Europa ha raggiunto il massimo delle emissioni legate agli incendi, un segnale allarmante della crescente vulnerabilità degli ecosistemi.

Di fronte a questi segnali sempre più evidenti, la domanda resta aperta: quanto siamo davvero pronti ad adattarci a un clima che sta cambiando più velocemente delle nostre abitudini?

Verena Leyendecker
Andrea Mastropasqua
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