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    L'Europa ha vissuto il Gennaio più freddo dal 2010

16:00
13 febbraio 2026

Curiosità e Didattica
L’Europa ha vissuto il Gennaio più freddo dal 2010

Mappa dell'Europa con rappresentazione cromatica delle temperature massime medie di gennaio. Le regioni più fredde sono contrassegnate in blu, mentre quelle più miti sono contrassegnate in rosso.
Le temperature di gennaio sono rimaste al di sotto della media in gran parte dell'Europa.

L’Europa chiude un gennaio insolitamente rigido, con una temperatura media di -2,34 gradi: il valore più basso registrato dal 2010. Un dato che fotografa un mese dominato dal freddo persistente, con gelate diffuse e un inverno tornato protagonista su gran parte del continente.

Il gelo non interessa solo l’Europa centrale, ma si estende anche a ovest, a sud e a est. Nevicate abbondanti, strade ghiacciate e forti disagi ai trasporti si registrano in numerosi Paesi, mentre le basse temperature mettono sotto pressione reti energetiche e agricoltura.

In alcune aree, come l’Italia, i Balcani occidentali, il Regno Unito e la penisola iberica, il freddo si combina con impulsi più umidi, dando origine anche a episodi di piogge intense e locali inondazioni. Il contrasto tra masse d’aria diverse rende il quadro meteorologico particolarmente dinamico.

Il quinto gennaio più caldo a livello mondiale

Su scala globale, però, il bilancio racconta altro: gennaio 2026 risulta il quinto più caldo dall’inizio delle misurazioni. Mentre il freddo si concentra su parte dell’emisfero nord, l’Artico registra temperature sopra media e un’estensione del ghiaccio marino ridotta, mentre nell’emisfero australe ondate di calore contribuiscono a mantenere elevata la temperatura media planetaria.

Protezione dei dati personali

All’origine di questa lunga fase invernale c’è una tipica situazione di blocco atmosferico. Un robusto anticiclone posizionato tra Europa settentrionale e nord-orientale devia verso ovest aria gelida di origine continentale, ostacolando l’ingresso delle più miti correnti atlantiche.

A rafforzare questo schema contribuisce un vortice polare temporaneamente indebolito, che facilita la discesa di aria artica verso le medie latitudini. Questi scambi meridiani favoriscono ondate di freddo più incisive e durature sull’Europa.

Tommy Kühnlein
Andrea Mastropasqua
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