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    Oltre 48 ore di maltempo estremo sull’Italia

20:07
10 settembre 2026

Cronaca Meteo
Oltre 48 ore di maltempo estremo sull’Italia

Temporali sul Tirreno, una lunga fase temporalesca

È iniziata nella mattinata di ieri, attorno alle ore 9, la lunga fase temporalesca che ha interessato progressivamente gran parte del settore tirrenico centro-settentrionale, dalla Liguria fino al Lazio, accompagnando l'ingresso di una massa d'aria più fresca e instabile dopo una fase eccezionalmente calda e prolungata sul Mediterraneo.

I temporali marittimi a Supercella della notte. Il nostro fulminometro mostra le centinaia di migliaia di fulminazioni, determinate dall'incommensurabile quantità di energia accumulata durante l'estate sul Mediterraneo, con valori superficiali intorno ai 30°C e circa 25°C a 15 metri di profondità.

L'episodio si è sviluppato nell'arco di più di 48 ore, con i fenomeni che hanno progressivamente interessato diversi settori della costa tirrenica e delle aree interne adiacenti, fino a raggiungere il Lazio meridionale nella giornata odierna.

Sul Tirreno si è instaurata una complessa zona di convergenza dei venti: lo scirocco e l'ostro continuavano a trasportare aria molto calda e umida verso nord, mentre dai quadranti occidentali e nord-occidentali iniziava a entrare aria più fresca, con componenti di libeccio e successivamente di maestrale. Il sollevamento forzato dell'aria caldo-umida lungo queste linee di convergenza ha favorito la continua nascita di nuove celle temporalesche, rendendo i fenomeni in alcuni settori semistazionari o autorigeneranti.

Dalla Liguria alla Toscana: prende forma la linea temporalesca

I primi temporali hanno interessato la Liguria già dalla mattinata di ieri. Nel corso del pomeriggio, la maggiore attività convettiva si è progressivamente concentrata sul settore orientale della regione, estendendosi poi verso l'Alta Toscana. La particolare configurazione dei venti sul Tirreno ha avuto un ruolo determinante nell'organizzazione dei temporali.

Tra la sera di ieri e la notte, l’attività convettiva ha raggiunto Livorno, Cecina, San Vincenzo, Piombino e Grosseto. Si sono sviluppate anche due supercelle, associate a un’intensa attività elettrica. I temporali hanno quindi continuato a propagarsi verso sud mentre, davanti alla perturbazione, lo scirocco (sud-est, frecce rosse) manteneva attivo l’afflusso caldo-umido; alle spalle del fronte, il maestrale da nord-ovest introduceva progressivamente aria più fresca.

Nella giornata odierna la struttura temporalesca ha proseguito la sua evoluzione verso il Lazio, mentre lo scontro tra le due masse d'aria è rimasto particolarmente attivo. Lo scirocco ha continuato ad alimentare il settore caldo, mentre l'aria più fresca associata alla perturbazione ha progressivamente guadagnato terreno, anche con l'ingresso del maestrale.

In altre parole, non si è trattato semplicemente del passaggio di un fronte freddo: in più fasi diverse masse d'aria tendevano a convergere nello stesso settore, favorendo il sollevamento dell'aria caldo-umida e la continua formazione di nuove celle temporalesche.

I fenomeni hanno raggiunto il Lazio e nel pomeriggio una nuova linea temporalesca autorigenerante ha investito Roma, dove sono stati registrati nubifragi, raffiche fino a 70 km/h e oltre 100 mm di pioggia in 24 ore in alcuni settori, con 130-140 mm a Ciampino. Gravi disagi anche all'Isola d'Elba, con allagamenti e smottamenti a Portoferraio.

Temporali semistazionari e autorigeneranti

Quando una cella temporalesca si sviluppa lungo una zona di convergenza, l'afflusso continuo di aria calda e umida può alimentare la formazione di nuove celle mentre quelle precedenti si spostano o si indeboliscono. Il risultato è una struttura temporalesca che può apparire quasi stazionaria in una determinata zona, pur essendo composta da celle che nascono, maturano e si dissolvono continuamente.

Tra mattinata e pomeriggio la linea temporalesca ha definitivamente raggiunto il Lazio. Più a nord-est, sul Friuli Venezia Giulia, l’ingresso di correnti da nord-est ha attivato la Bora, con raffiche fino a 70-80 km/h.

Dopo oltre 48 ore di attività, attorno alle 20 di oggi la fase più intensa si è conclusa. Il progressivo ingresso dell’aria fresca ha determinato un netto ricambio della massa d’aria, con cali termici localmente superiori ai 10°C e una netta diminuzione dell'umidità su gran parte del Paese. Il settore caldo alimentato dallo scirocco è stato progressivamente eroso. L’episodio ha così segnato la definitiva rottura della lunga fase calda, attraverso un passaggio perturbato caratterizzato da forti contrasti termici, convergenze al suolo e temporali localmente autorigeneranti.

Il rallentamento del fronte nella giornata odierna

A rallentarne il movimento ha contribuito la forte resistenza della massa d'aria caldo-umida preesistente sul Tirreno e sull'Italia centrale. Lo scirocco ha continuato a soffiare con intensità, mantenendo attivo l'afflusso di aria calda e umida davanti alla perturbazione. Contemporaneamente, però, la componente più fresca ha iniziato a guadagnare terreno, con l'ingresso del maestrale e di aria più fresca anche negli strati atmosferici superiori.

Si è così mantenuto per diverse ore un vero e proprio confronto tra due masse d'aria molto diverse: da un lato il settore caldo e umido alimentato dai flussi meridionali, dall'altro l'aria più fresca e instabile associata alla perturbazione. È proprio lungo la zona di contatto tra queste due realtà atmosferiche che i temporali hanno continuato a organizzarsi e a spostarsi progressivamente verso sud.

Andrea Mastropasqua
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